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Servizio Volontario Europeo: istruzioni per l’uso

14/07/2012

Nemmeno sta volta sono morta davvero. Ma, come ogni volta che parto, sono solo sparita per un po’, presa da mille mila cose (leggi lavoro, tesi, nuova vita, organizzazine dell’anno prossimo etc).

Finalmente trovo un po’ di tempo per aggiornarvi e per spiegarvi un po’ dove sono e a che tipo di programma sto partecipando.

(altro…)

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In partenza

21/09/2008

 

Tra un’ora sarò in stazione. Lo zaino è pronto, pieno di roba, dalle pentole al pigiama, i quaderni, le lenzuola, tutto quello che può servirmi per iniziare la mia nuova vita torinese.
Certo partire con questa pioggia non è proprio ben augurante… Se ci fosse stato il sole forse sarebbe dispiaciuto di più, ma… boh, ecco, mi sarei accontentata di un tranquillissimo cielo coperto.
Certo, a dirla così sembra chissà che partenza, di fatto, diciamocelo, Giovedì, novantanove su cento, sono già qui e d’ora in poi sarà sempre così: Domenica – Mercoledì a Torino, Giovedì – Sabato a Genova; una doppia vita forse, in bene e in male.
Sto scrivendo senza pensare più di tanto, non lo faccio spesso, ma è un momento che voglio fissare, forse non fondamentale, ma che ricorderò.
Quanto agli ultimi giorni, che dire?
Sono andata a Torino un paio di volte, giusto per sbrigare le pratiche varie ed eventuali, ho dato un’occhiata al collegio che non sembra affatto male (a parte la cucina particolarmente piccola), ho conosciuto un lontano cugino quasi torinese decisamente degno di rispetto. C’è stata la Notte Bianca, deserta ma spassosa, di cui dovrei raccontare tutto, ma non racconterò niente perchè ci sarebbe troppo dire e comunque chi c’era sa e chi non c’era non capirebbe.
Dulcis in fundo, c’è chi mi fa sorridere con poco e chi mostra che al peggio non c’è limite. Ringrazio il primo e faccio i complimenti all’altro.

Eccomi!!

29/07/2007

 

Sono tornata (da Mercoledì, in effetti)!
Ragazzi, che supermegaiper vacanzaaa!!!
Da dove comincio?
Dunque…
Partenza: h17:45 Principe, Io, Matte, Barte e Irene
Primo treno pieno di Milanesi di ritorno dalla riviera, seduti davani alla porta del treno, umpf.
Secondo treno con cuccette, affascinante, ma dormire è un’utopia, specialmente se devi cambiare treno alle h4
– h24 o giù di lì, come dimenticare l’Italiano che, mentre noi cercavamo di dormire, in stazione, appena fuori dal treno, insegnava a uno straniero a dire VAFFANCULO (“VA-FFA-NCU-LO”)
– h 3:20 da notare la scoperta della conosciutissima stazione di Tarvisio Boscoverde, che, appena svegli, ci ha fatto molto ridere.
Terzo treno, dopo un’ora al freddo in stazione a Villach (Austria) treno per la Slovenia, su cui c’eramo solo noi o quasi.
Quarto treno, sloveno, una specie di trenino di Casella: a gasolio, due vagoni, i viaggiatori erano tutti diretti al Metalcamp, ovvio!
Corriera Mosta na Soci – Tolmin e quindi…
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Il giorno di arrivo al Camp
Arriviamo prima delle 9 di mattina, tenda montata in megapratone.

 

C’è già caldo e continua ad arrivare gente; tutti al fiume.

 

Per pranzo decidiamo di rifornirci, come anche il giorno dopo, di scatolette al supermercato di Tolmin e, accampatici a mangiare su un’aiuola davanti al supermercato, ci siamo addormentati tutti e quattro praticamente in mezzo al marciapiede e abbiamo dormito ben 2 ore!
Primo giorno
Compriamo i biglietti, si mangia cibo in scatola.
Secondi a suonare sono i Sadist! Trevor ci riconosce subito grazie alla bandiera della Legio, quindi durante il concerto ci fa spesso Ok, come usa fare lui di solito, etc etc

 

Headliner sono Sepultura che ci rompono dopo le prime due canzoni.
Secondo giorno
Primi a suonare sono Deadlock, band sconosciuta death melodic, una vera scoperta! Io e Matte riusciamo a recuperare l’autografo della cantante.

 

 

Un po’ più tardi suonano i Die Apo Reiter e, a seguire, i Korpiklaani, viking e viking un po’ meno grezzo insomma; risultato: pogo e occhiali miei rotti eheh! Divertenti tutti e due comunque!

 

 

In serata arrivano Fabio e Tata; li raggiungiamo all”ingresso e, in un modo o nell’altro, riusciamo a farli entrare e mettere la tenda accanto alla nostra, benchè loro abbiano il biglietto solo dal giorno dopo.
Headliner: Doro, non me ne fregava nulla, quindi me ne sono stata in tenda, ma mi hanno detto che hanno suonato bene.
Alla fine io, Ire e Tata decidiamo di dormire, per sport, una notte all’addiaccio: non si è dormito molto, causa casino intorno a noi.

Terzo giorno
Aprono il palco principale, molto più grosso e molto più assolato del second stage, che finora è stato l’unico utilizzato; d’ora in poi ci sono due palchi e due concerti contemporaneamente.
I primi degni di nota sono i Graveworm, effettivamente bravi.

 

Verso sera andiamo a prendere i posti per i Satyricon, penultimi in scaletta, e, subito prima di questi, troviamo i Pain, band industrial godibilissimo di cui scopro di conoscere alcune canzoni.

 

Seguono i Satyricon, composti e seri, ottima esibizione. In scaletta le più note ( tra cui Mothernorth) e quattro pezzi dell’ultimo album (Now, diabolical, Pentagram burns, K.I.N.G:, un’altra di cui non ricordo il titolo).

 

Headliner: Kreator, ma che palle!!
Quarto giorno
In fin dei conti, a mio parere, il meno entusiasmante.
I primi degni di nota della giornata sono gli Eluveitie, bravi e divertente, peccato che io, stanchissima, mi sia addormentata sul prato davanti al palco durante la loro esibizione.

 

Subito dopo suonano i Born from Pain, carini, non eccezionali, ad ogni modo hanno fatto solo tre canzoni, essendo arrivati in forte ritardo. Ma il concerto dei Born from pain sarà ricordato da me e Irene per ben altro tipo di esibizione, indesiderata e non proprio musicale.

 

Dopo cena ecco gli Ensiferum, molto attesi, specialmente dal Bart; apprezzati, ma non hanno fatto una grande esibizione.
Seguono i Cradle of Filth, che effettivamente, ero curiosa di rivedere, confidando in un’esibizione migliore di quella dell’Evo; e invece. Non ci sono parole. Dani, forse offeso dai fischi che gli giungevano da parte del pubblico, a un certo punto ha cominciato a prendere a calci i faretti sul palco, fino a farli cadere dal palco stesso, e a lanciare piccoli oggetti, finchè, addirittura, non ha scaravwntato sul pubblico un ventilatore. Il gruppo ha lasciato il palco con tre brani d’anticipo, seguito dai fischi del pubblico, che inneggiava alla security incazzata con Dani.
Headliner: Motorhead, non li conoscevo e non li conosco molto tuttora, ma proprio non mi hanno detto nulla.
Quinto giorno
Dopo gli Aborted (noti anche come i “cazzomis’èotturatoillavandinoenontrovounidraulico”, suonano i Grave Digger. Buon concerto, io non li conoscevo, ma non mi sono dispiaciuti, hanno fatto tutti i pezzi più famosi.

 

Seguono i The Exploited, non male, ma la domanda è: che ci fa un gruppo punk al Metalcamp?
Subito dopo ecco i Sodom, bravi, buon concerto, anche se non me li sono goduti perchè ero intenta a guadagnarmi la prima fila per gli Immortal (Matte permettendo).
Ma, prima degli immortal, ci sono i Blind Guardian, molto attesi da tutti (a parte me); che hanno suonato bene, ma non benissimo. Da notare come tutta la prima fila abbia ssistito a tutto il lungo concerto power con assoluta indifferenza, essendo composta quasi interamente di fan degli Immortal già pronti al grande show.
Grande show che prontamente non ha deluso alcuna aspettariva, anzi, ha stupito per grandiosità. Gli Immortal sono anticipati sul palco da fontane di fuochi d’artificio, che si ripetono poi durante l’esibizione; memorabile Abbath che alterna atteggiamenti misantropici a scenette spassose in cui dirige i cori del pubblico, fino a metà di Tyrants, quando, munitosi di una torcia, gira per il palco sputandoci su una qualche sostanza alcolica che beve da un corno molto vichingo, provocando fiammate spettacolari. Eswguite tutte le canzoni più note (Tyrants, Withstand the fall of time, One by one, Sons of northern darkness, At the heart of winter); il Metalcamp si è chiuso nel migliore dei modi.

 

Tolmin – Bled

Nello smontare le tende assistiamo stupiti al passaggio di uno strano tipo in camioncino che si aggira tra le tende e, quando ne trova una vuota, se la carica e se la porta via. O.O
Abbiamo deciso di recarci per qualche giorno sul lago di Bled, località forse più la turistica della Slovenia.
Prima di partire ci concediamo il primo pasto dignitoso, dopo una settimana di scatolette e hot dog, pranzando in un ristorantino (o qualcosa del genere) che, fattosi furbo, espone sulla vetrina un cartello con su scritto “Metal Menù”; durante il pranzo, ricco di cibo e di deliri, assistiamo alla nascita di Willy, il verme solitario.
Quindi si parte
progetto: corriera–>treno–>campeggio sul lago
Il primo inghippo è la corriera: la domenica non ci sono corriere. Ci apprestiamo a farci i 5km verso Most na Noci, ma a breve
troviamo un tizio in macchina facente parte dell’organizzazione del Metalcamp, che, insieme a un altro tale con una seconda auto, ci accompagna alla stazione.
Viaggio in treno perfetto.

Giunti a Bled ci rechiamo al campeggio poco distante dalla stazione, sul lago, ma, giunti alla reception, scopriamo che è pieno. Per raggiungere l’altro campeggio in zona sarebbe necessario arrivare dall’altra parte del lago e di lì percorrere 5km, sono le 8 di sera passate. Dopo un po’ di ricerche piantiamo la tenda in un prato qualsiasi, non molto lontano dalla strada. Ci rechiamo poi alla ricerca di cibo e, giunti dall’altra parte del lago, a Bled, ormai esausti (erano circa le 11), ci imbattiamo in una specie di sagra del paese, banchetti e cibo.
Grazie Matte, Tata e Fabio per la scena dei velociraptor. E grazie alla cameriera dello stand che ha capito la nostra situazione disperata e ci ha fatto portare via un panino avanzato.
<ovviamente non finisce qui! Mano a mano metterò narrazione e foto dei giorni successivi>

 

Viaggiando (ovvero quando in pullman non sai più cosa fare)

06/05/2007

Dopo quasi una settimana dal mio ritorno trovo il tempo di trascrivere i miei deliri partoriti in viaggio…

Finlandia= foreste di abeti e laghi, decine, centinaia di laghi. Dopo un’ora e mezza di viaggio ho capito cos’è la Finlandia: una lunga, dritta strada (nemmeno autostrada) semideserta immersa in una foresta di abeti, ogni chilometro un lago, di tanto in tanto un prato.

Dopo un’ira circa…

Ma i Finlandesi esistono? O sono solo la solita invenzione romantica? Dove sono? Dove vivono? Lungo tutto il tragitto le costruzioni sul ciglio della strada si contano sulle dita.. Mi ci metto d’impegno, ci ragiono, ci studio.

Ogni tanto dall’infinita striscia grigia su cui corre (corre? Diciamo “arranca”) il pullman nascono piccole e strette stradicciole, solo casualmente asfaltate, che si perdono nel bosco; e, a ben guardare, è proprio in fondo a queste piccole vie, immersi nei boschi, solo difficilmente individuabili, che vivono i Finlandesi; tra i molti abeti si scorgono gruppi di 4\5 case, difficilmente di più, in legno, piccole, colorate, quasi finte: le tane dei Finlandesi… sorprendente!

Dopo 150km il primo incrocio degno di questo nome: una strada di dimensioni discrete che perpendicolarmente incontra la nostra e, tagliando la foresta, raggiunge l’orizzonte.

La prima cosa che mi ha colpito scesa dall’aereo è stata la luce: non calda, ma chiara e luminosa, quasi abbagliante, bella.

E il tramonto non comincia, sono le 20:09 (1h avanti rispetto all’Italia) e se c’è ombra è solo perché siamo in mezzo alla foresta, niente tramonto.

Incontro con la civiltà

A un tratto, dopo un’infinita sequenza di foresta-lago-lago-foresta, dopo chilometri di edifici individuabili solo al di là del bosco, eccolo sul ciglio della strada, isolato, ma reale: un edificio moderno, a due piani (!) à motto di sorpresa

Dopo qualche minuto un semaforo, il primo; forse la civiltà non è lontana.

Ed ecco a breve Sejnajoki (o comunque si scriva), la cosa più vicina a una città finora incontrata qui.

Città… mah… strade gigantesche, dritte, quasi deserte, grandi marciapiedi, altrettanto deserti, un’alternanza senza continuità di palazzi, negozi (un immancabile H&M).

Può darsi che abbia ragione il professore, uno dei due che ci accompagna, secondo il quale i popoli barbari (non conquistati dai Romani) non hanno la concezione di “città”, ma solo di “villaggio” e così si trovano a disagio nelle situazioni urbane e, quando si trovano a creare città realizzano in pratica assembramenti di piccoli villaggi, nulla di comprensibile per noi.

Il sole è tramontato completamente solo intorno alle 22-22:30 e da lì in poi il freddo: di giorno, col sole, la temperatura arriva anche a 15°, di notte si gela.

I Finlandesi esistono, insomma diciamo che qualcuno è spuntato col sole. Biondi (se non lo sono si tingono) girano tutto il giorno col berretto da neve, molti hanno ciocche di colori improbabili, very true finnish glam style.

Abbiamo lasciato la città, direzione: altracittàimpronunciabileesoprattuttoimpossibiledascrivere

La strada pare un poco più trafficata, ogni tanto a lato dell’asfalto un segno di vita, foresta-foresta-foresta, per ora nessun lago; tra gli alberi si intravedono prati, più estesi di quelli visti ieri, anche le case sono un po’ più frequenti, spesso in mezzo ai prati, isolate o in piccoli assembramenti; ma niente campi coltivati, forse è ancora presto: qui la natura è indietro di almeno due mesi, ci sono giusto le gemme sugli alberi.

Autogrill – fumetto dei Lordi!!! … (ovviamente in Finlandese)

Incredibile, ma vero, abbiamo trovato un centro città degno di questo nome o quasi: una manciata di strade pedonali con qualche pub e un po’ di Finlandesi in giro.

A proposito di Finlandesi… Perché non ho ancora trovato un glamster degno di questo nome? Qualche ciocca colorata l’ho vista, va bene, ma un Willy made in Finland? Una Scandinava sorgivosa??! Nulla? Sigh al terzo giorno comincio a rattristarmi…

Giorni dopo…

Questione glamster – dunque… non è proprio pieno di metallari Sorgy-style, però devo ammettere che c’è molta gente coi capelli dai colori improbabili… e comunque qualche vero glamster l’ho visto.

Helsinki… Helsinki non è male: una città abbastanza estesa, sul mare, con grosse strade dritte, qualche bella chiesa, il Kiasma (museo d’arte contemporanea), edifici moderni, dozzine di negozi di strumenti musicali (ma che se ne fanno i Finlandesi di tutti ‘sti strumenti?); c’è un bel mercato del pesce (ma con anche souvenirs e le classichecoseinutilidabanchetto) in una piazza davanti al mare; poco distante un mercato coperto molto carino con numerose cibarie e specialità; poi tanti negozi, pubs, ristoranti, una vera città insomma.

Piccolo problema: i negozi sono aperti dalle 9:00 alle 18:00 (!) e io, causa impegni in quella precisa fascia oraria, non sono riuscita a fare visita a due interessanti negozi, uno tipo Rock&Trend, uno di dischi, poco distanti dal mio albergo.

Avete mai visto due vichinghi? Io li ho incontrati giusto ieri, per strada, con megascudo al seguito camminavano tranquilli sulle strisce pedonali… come non fotografarli?! Geniali!!

Ho trovato la maglietta dei Lordi! In un grande magazzino ce n’era una parete piena! Ma sigh erano solo misure da uomo e la xs era gigante… mannaggia ai panzoni Finlandesi! Se non trovo di meglio comunque è mia…

I Finlandesi sono pazzi, sono sconvolta.

Oggi c’è 1°C (sì Roby, eppure non ho freddo!), abbiamo visitato un complesso di edifici all’esterno dei quali era in corso una manifestazione tipo sportiva di universitari (oggi qui è una festa importante); erano divisi in squadre corrispondenti alle diverse facoltà e ogni squadra aveva una tute integrale tipo da sci di colore diverso, ma sempre brillante, particolare (viola, giallo, nero, rosso…). 1° (!). Dentro a uno di questi edifici ho visto due ragazze a un tavolo in prendisole! va bene che dentro c’era caldo, ma fuori? Ho pensato “Si metteranno la tuta sopra, si cambieranno.”. Poco dopo ho incrociato un ragazzo in felpa leggera e pantaloni corti e ho pensato che anch’egli si sarebbe cambiato prima di uscire, ma in un attimo ha raggiunto un portone, ha aperto ed è uscito fuori così à svengo

…E noi giravamo all’interno con piumino e sciarpa!

Live from Helsinki

30/04/2007
Eccomi qui, ad Helsinki!!!!!!!!!!!!
Faccio questo microintervento solo per entusiasmarmi: sono al computer dell`albergo!!!!
Qui oggi c´era 1 grado e un vento incredibile e sti finlandesi erano in pantaloni corti… Pazzi…

Finlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandia…

23/04/2007
…finlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandiafinlandia
Ahi, la Roby mi ha contagiata…
Eh sì, di nuovo in
partenza: domattina h 8:15 aereo per Tampere, in Finlandia (scalo a Francoforte)!!!
ritorno: 1 Maggio a notte fonda
Davvero, nemmeno ho disfatto le valigie che già riparto, che bello!!!!!!!!!!!!
Certo stasera a nanna presto, se no domattina alle 5:30 chi si alza??!
Quindi vado che devo sistemare le ultime cose…
Aloooaa (non credo sia esattamente il tipico saluto Finlandese…)
aggiornamento: a nanna presto?? Sigh sono le 23:40, sono proprio incorreggibile…

AAA professore cercasi

12/04/2007
Sveglia all’alba, come no? Manco ho sentito la sveglia sigh, mi sono addirittura alzata più tardi del solito 😦
Diretta conseguenza: ieri mattina avevo uno scazzo di dimensioni più che cosmiche.
Poi in un modo o nell’altro, in effetti nemmeno io mi spiego ancora come, il compito è andato, e addirittura credo di aver scritto qualcosa di sensato!
Insospettabile!!
Ma oggi il problema è un altro, ben più menoso:
ABBIAMO BISOGNO DI UN PROFESSORE CHE CI ACCOMPAGNI IN GITA!!!!!!!
Partenza: domenica mattina
Destinazione: Roma
Ritorno: mercoledì sera
Possibile che in tutto il liceo non ci sia un maledetto professore senza acciacchi nè impegni disposto ad accompagnarci???!!!
Già ci toccano i primini, già ci tocca Buscaglia, ma almeno farla, sta gita!!
HELP!!

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