Posted tagged ‘Grenoble’

Mea culpa

30/03/2011

 

Ho sbagliato a partire per prima. Di nuovo.

Ho sbagliato a restare.

Ho sbagliato a non darti chiarezza. Subito.

Ho sbagliato a non pretendere chiarezza.

Ho sbagliato ad ascoltare le tue chiacchiere senza senso.

Ho sbagliato a non darti il senso.

 

No, non ho sbagliato. Ho solo fatto quello che mi sembrava meglio in quel momento. Un po’ come hai fatto tu.

Sbagliando.

 

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Grenoble – otto mesi dopo

04/03/2011

 

 

Certe volte bisognerebbe evitare di pensare. 

Certe volte bisognerebbe impedirsi di sperare.

Certe volte bisognerebbe rinunciare a capire.

Certe volte bisognerebbe smetterla di essere ottimisti.

Certe volte bisognerebbe davvero non aspettarsi nulla.

Certe volte bisognerebbe ricordarsi che la realtà risponde alla Legge di Murphy.

 

 

IT’S OK.

La resa dei conti (?)

27/07/2010

 

Bene, è un mese, un mese esatto che sono tornata…

Che dire?

E’ ancora tutto molto strano, per certi versi mi sembra di aver vissuto solo io questi dieci mesi, e che nel frattempo tutto il resto sia rimasto fermo a un anno fa, in attesa. E così ora vivo in una sorta di incoerenza temporale.

Questo non vale per tutto, per fortuna, per quel che riguarda la compagnia per esempio, ci sono stati nuovi arrivi, qualcosa è successo; anche questo fa un po’ effetto, ma, stranamente, meno, e poi sono cambiamenti in positivo in fondo, quindi… ben vengano!

 

E poi c’è quell’altro mondo, da cui sto uscendo, da cui sono uscita, che era una specie di bolla artificiale ed ora, dopo questi mesi, sta scomparendo rapidamente: ormai anche gli ultimi Erasmus stanno lasciando Grenoble, è tutto finito.

Sì, ok, detta così è proprio tragica, ma in fondo è questo, è stata una situazione provvisoria ed ora sta semplicemente sparendo.

 

Di recente abbiamo fatto un revival, è stato bello, quella gente mi mancava davvero, forse più di quanto pensassi. Ci siamo visti a Torino e dintorni, non era Grenoble, ma l’ambiente era quello, in fondo si è trattato un po’ di uno strano mescolio tra i due mondi: Torino, la normalità pre-Erasmus, l’Italia e noi Erasmusiasi di Grenoble, che un po’ ci parliamo italiano e un po’ francese, come viene. Strano, veramente, ma bello, anche se… beh, è un mondo parallelo, forse non il mio.

 

Ma di questo mondo voglio tenere tutti i ricordi, direi che brutti quasi non ce n’è, di certo sono state tutte esperienze importanti…

In particolare, come da tradizione, è il momento di ringraziare un po’ di gente per nome, in ordine sparso (più o meno in ordine di distanza da camera mia XD)

  • Fra per le frittate e, in generale, per avermi sfamato 10 mesi

  • Meof e Marì per aver scoperto di stare bene insieme per ultimi, dopo che tutti gli altri l’avevano capito

  • Giusé per i regalini inattesi e trés sympa e per la sua leggendaria madre

  • Dario per essere stato il nostro dj ufficiale e per avermi messo mille e più volte in
    imbarazzo parlandomi di report vari

  • Claudio per la vagonata di cultura musicale e le cene al terzo piano

  • la Vale per essere la nostra Ciarla Bruni ufficiale

  • Yessine e Kys per le serate a giocare al morto e per aver imparato tutta “Il coccodrillo come fa” e non solo

  • Les garçons de la chambre (Nico e Max) per essere passati dal mutismo totale al totale delirio

  • David per essere l’archetipo dello spagnolo, da manuale

  • Robrecht per aver dato una scossa alla vita sociale del piano

  • Luca per la sua Kubuntudine, i suoi encomiabili gusti musicali, Natasha e le neuroscienze

  • Alessandro per i discorsi assurdi e le sue tesi… discutibili, ma interessanti

  • Paolo per BBT, le Ricola menthe-orange, il cioccolato bianco, le microspie e quel film che non vedremo insieme

  • Paolino per la sua sarda simpatia e per la nostra resistenza a Facebook

  • Marika per le esternazioni sulla sua vita strettamente privata e per i suoi “Figha!”

  • Ema e Marco per la gita a Parigi ed annessi deliri

  • Tina e Šárka per essere state fondamentali nei primi tempi in facoltà

  • Deborah per le ore alla BU a studiare, i suoi amici più italiani dei miei, le lezioni e gli esami insieme

  • Céline per aver capito senza problemi il mio improbabile francese dei primi giorni e per gli scambi di appunti

  • Angelina e Kylie per le lezioni di Psy Evo e per la loro mentalità tipicamente americana

  • Paulius per aver caratterizzato i primi tempi del mio Erasmus e per avermi stufato al punto giusto

  • Alex per essere passato dagli inglesi ai brasiliani in un clin d’oeil e per parlare ormai sette lingue

  • Zaira per i consulti universitari

  • Raffa per essere stato il nostro leader ufficiale per tutto il primo semestre

  • Aaron per avermi fatto capire che il mondo può essere visto sotto diverse prospettive

  • Ale, Silvio, Andrea e Francesco per non essere mai stati visti fuori dalla stessa inquadratura e per le bici

  • Manu per la laurea a Torino e gli intrallazzi col brasiliano

  • Simo per avermi stupito a due settimane dalla fine dell’Erasmus

  • N altre persone che meriterebbero di essere citate e non lo sono

 

Bene, questa sarà una banalità, ma dovevo farla.

Informazione di servizio: prima o poi cambierò blog e piattaforma, come, dove e quando non è dato sapere…

Giusto per dirlo, ecco…

Est-ce-que vous avez des questions?

06/10/2009
Avete domande?


Probabilmente la frase più pronunciata a lezione, qualsiasi tipo di lezione, italiana, lituana o brasiliana che sia. E, ovviamente anche francese.

Dunque, nel caso non ve ne siate accorti, sono oltralpe da quasi un mese.

E…
Che dire?
Ad alcuni ho già detto, tutto è impossibile dire perchè è troppo e alcune sensazioni non sono esprimibili a parole. Quindi…
Boh, innanzitutto, cazzo, andate in Erasmus, cosa state aspettando?! Ho già capito che saranno dieci mesi eccezionali sotto qualsiasi punto di vista ipotizzabile.

Comunque, per quel che mi riguarda…

Beh, sto sviluppando un’ammirazione ed un apprezzamento per questa città pari al “questa, è civiltà” di Bubu. Non è una città meravigliosa, non è Zena, ma, cazzo, sembra fatta apposta per studiarci. Pieno di giovani ovunque, sempre, un campus enorme megaorganizzato, un centro storico piccolo ma non troppo, pieno di locali e facile da girare, dei tram perfetti che ti permettono di girare da una parte all’altra della città in un batter d’occhio, comodamente seduto. Poi, non che mi interessi più di tanto personalmente, ma, obiettivamente, è pieno di posti dove fare sport, sul campus specialmente, decine di campi di tutti i tipi e la piscina a 1,5 euro per ingresso, poi scuola di sci, arrampicata etc.

Poi c’è la gente, eheh, troppa.
Ovviamente i primi che ho conosciuto sono stati Italiani, due che vivono nel mio collegio e una che vive in quello praticamente di fronte. Giuseppe, l’ingegnere ingegnoso, Francesca e Maria; segue conoscenza di un’altra ventina almeno di Italiani nel corso del tempo.
L’altra conoscenza veramente interessante è avvenuta per caso, quando, per andare ad una visita guidata di Grenoble per Erasmus, ho clamorosamente sbagliato tram e sono quindi arrivata in ritardo: ho perso lì’inizio della visita, ma ho conosciuto Paulius e Jenna, due pseudoinglesi che attualmente sono tra le mie migliori compagnie qui (insieme ai loro amici Alex e Fraiser). Gente molto seria.
In particolare, Alex (che in realtà si chiama Aleksander, è bulgaro e parla sei lingue) ha sempre una nutrita scorta di alcolici in camera, soprattutto di rakija, bevanda nazionale bulgara molto simile alla grappa. Paulius è un gran brav’uomo soprattutto dal punto di vista musicale: abbiamo intrapreso un proficuo scambio culturale. Jenna poi, originaria delle Mauritius ha un meraviglioso accento londinese, da manuale, annche se, in realtà, l’unico vero Inglese è Fraser, visto che Paulius è lituano.
Tanto per dare l’idea, venerdì scorso alle 3 am eravamo tutti in camera di Alex, con un tedesco, a parlare del nazismo e poi di filosofia con la bottiglia di Rakija che girava. Scene che ricordano tanto situazioni già viste, ma che fanno sempre piacere.
L’aspetto negativo di queste amicizie è che sto imparando più l’Inglese che il Francese, ma beh, in fondo l’Inglese è più utile e poi… in dieci mesi ho tutto il tempo per imparare anche il Francese, no?

Poi beh, ho conosciuto gente più o meno da tutto il mondo: Cinesi, Sudamericani, Spagnoli, Africani… In facoltà con me finora ho conosciuto una Polacca, una dellla Repubblica Ceca e un paio di Canadesi.

Comunque con il Francese va abbastanza bene, a lezione capisco quel tanto che serve per prendere qualcosa che somigli a degli appunti e nel parlare mi faccio capire; comunque sta settimana comincio un corso di lingua, cinque crediti utili, utili.

Per quel che riguarda l’università ho cambiato un po’ il Learning Agreement, alias non farò esattamente quello che avevo programmato, ma è normale, più o meno tutti cambiano i programmi poi una volta sul posto; ma non temete, continuo a dover sezionare la rana, anche se non so ancora quando, o, meglio, non ricordo, vi farò sapere.

Poi? Non so, ovviamente a parte le lezioni il concetto di “orario” è molto casuale: ogni tanto si mangia, ogni tanto si dorme, ma un po’ quando capita, come è giusto che sia. 🙂

Bene, però adesso vado a dormire, perchè domani, appunto, ho lezione, sei ore di Neurophysio (sarebbe Neuropysiologie, ma i Francesi risparmiano molto sulle parole) nell’arco di una giornata… voglio morire…
Ma è martedì, quindi poi serata Erasmus! XD

In ultimo… Ah, sì, io avrei comprato delle cartoline da spedire, ma sono tante e io sono pigra… insomma, arriveranno, spero prima del mio ritorno! XD

A’ bientot
Bonne soirée

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