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In the mood

17/08/2013

Viaggiare è solitudine,

Attesa di ritorno.
Viaggiare è ritornare,
Ripartire.
Conoscere, lasciare, trovare.
A volte ritrovare,
Spesso perdere.
Ogni volta, automaticamente,
Per poco.

Dimenticare e ricordare,
Perdere e trovare.
Aspettare, cercare,
Fare. Intanto fare.
Cambiare, ancora, cercare.

going-away

Il sonno della ragione genera mostri

08/12/2010

Scuola in piazza per protesta – Dante sulla scalinata del Ducale

Gli studenti del liceo classico in autogestione hanno seguito una lezione del professore di Italiano seduti sugli scalini in piazza Matteotti. Ai loro piedi gli striscioni: “Un paese che non investe sulla cultura è destinato alla decadenza”. Flash mob a San Vincenzo. Striscioni degli universitari dal Ponte monumentale

di MICHELA BOMPANI

 

Lezioni in piazza Matteotti per gli studenti del liceo Colombo. E un altro simbolo di Genova conquistato dall’Onda, il Ponte Monumentale.

Nonostante la giornata di festa, un centinaio allievi del liceo classico, in autogestione da lunedì contro il ddl Gelmini, si sono ritrovati sulla scalinata di Palazzo Ducale per ascoltare una lezione dedicata all’Inferno dantesco del loro professore, Andrea Bianchi.

Nel frattempo, gli universitari delle facoltà di Scienze della Formazione e Scienze hanno srotolato due striscioni dal Ponte Monumentale, “Giù le mani dalla cultura” e “Non (s)vendiamo l’università”. Circondati, dalla sopresa e da molti gesti di solidarietà dei passanti, che hanno affollato via Venti Settembre per lo shopping pre-natalizio.

 

Dietro lo striscione “Il sonno della ragione genera mostri”, completamente vestiti di nero, hanno srotolato lo striscione “Il sonno della ragione genera mostri” e hanno sfilato, stringendo il proprio libro preferito, in silenzio per via XX Settembre, fino a via San Vincenzo, dove si sono seduti a terra, bloccando il flusso di persone che passeggiava, a leggere ciascuno un libro. Sempre in silenzio.

 

 

Qualche momento di tensione, tra la folla che premeva per passare comunque nonostante il sit in, ma anche molti applausi hanno circondato la “performance” dei ragazzi del Colombo. Il corteo è poi ripreso, in silenzio, fino a via Fiume, poi ancora via Venti Settembre fino a piazza De Ferrari, senza mai invadere la sede stradale e senza bloccare il traffico.

 

Grazie Bianchi!

Sei Genovese se…

28/11/2008


La frase “emmo za dæto” ha senso per te e la usi spesso
Almeno una volta nella tua vita ti sei tuffato a De Ferrari, o sogni di farlo
– Quando fai il bagno al mare, la gente in collina ti spia
(questa non l’ho capita…)
Il personaggio che stimi di più è il Gabibbo
Dopo una settimana senza pasta al pesto vai in crisi d’astinenza
– Il tuo più grande desiderio è diffondere la cultura del gelato al pesto
(in realtà non l’ho mai sentito…)
La tua pizza preferita è quella stracchino e pesto
(buona, ma non mi fa impazzire)
La pasta da fare al pesto sono le trenette

Il pesto va con l’aglio e non senza come fanno i Bauscia

Mangi le panissette e la farinata
(chiedo venia, ma le panissette cosa sono?)
– Hai speso il tuo periodo truzzo alla Fiumara
(il mio periodo truzzo per fortuna è stato molto breve)
La metropolitana della tua città è lunga circa mezzo chilometro (Belin che metro!)
“belin!” per te è un’esclamazione, un intercalare e un segno di punteggiatura, insomma, dici una parola ogni tre belin!

Hai provato almeno una volta a correre fino a Boccadasse passando per
Corso Italia, ovviamente senza riuscirci e stramazzando al suolo dopo
50 metri

(non ho mai avuto velleità atletiche del genere)
Il tuo condominio è abitato dall’87% di ultrasettantenni
– Gramsci è famoso, sì, ma anche per un’altra ragione…
(e sarebbe? Mi manca…)
Conosci a memoria tutte le canzoni dei Trilli e le canti con orgoglio
(proprio tutte a memoria no, purtroppo)
Fai il bagno lungo la costa genovese e ne esci radioattivo
Ami la tua città, ma la odi allo stesso tempo
– Sai cosa voglia dire b.ü.b. (e lo usi spesso)
(mi manca anche questa)
La focaccia la compri a etti
– Sei fermamente convinto che di focaccia ce ne sia una sola, la migliore… e schifi tutte le altre
– La focaccia di Recco è la migliore
(ottima, ma distante, melgio del forno del Carmine non c’è nulla)
Sei andato all’Acquario una volta in vita tua, alle elementari, e, da allora, tutte le volte che ci passi davanti ti chiedi cosa facciano tutti quei turisti lì davanti a farsi la coda
– Ti gira il belino quando un “foresto” ti dice che è venuto a Genova… ma solo per visitare l’Acquario.
Odi quando ti dicono ‘non è giusto puoi andare all’acquario quando vuoi! CHE FORTUNA!’
– Una tappa obbligatoria del tuo percorso scolastico era la centrale del latte a Rapallo
(credo che sia un classico, ma personalmente non ci sono andata)
Vedi le scritte di Melina Riccio sui muri
– Ti dispiace tanto, ma proprio non hai soldi sul cellulare…
(finchè c’è l’infinity va bene…)
– Visiti il negozio di De Andrè come fosse un santuario
(c’è un negozio di De André? E nessuno mi dice niente??! DOV’E’?)
Il tuo sport preferito è il mugugno
Mugugni
di continuo perché nulla va bene nella tua città

Guardando i giapponesi che fotografano, senti qualcosa come un misto di orgoglio e compassione
Tutte le cacche di cane pestate ti hanno fatto imparare una cosa: NON camminare a testa alta, guarda dove vai!
Ogni
volta che c’è il derby tifi per la tua squadra come se fosse la finale
di coppa e sai benissimo che per i tifosi della squadra che perde
la settimana dopo sarà un inferno

Se sei anche genoano, odi i ciclisti
– Se sei anche doriano, odi i giocattoli
(non capisco quali siano le relazioni tra Doria, Genoa, ciclisti e giocattoli, comunque odio i ciclisti)
– Hai almeno una maglia/felpa/cappellino/cintura con scritto Zena a caratteri cubitali
(purtroppo mi manca)
Macché ascensore, il futuro per l’uomo è il bigo!!!!
Sai a memoria la canzone Dragostea Din Tei, ma riadattata con le parole in genovese (semmu misci, palanche nun ghe n’è)
Dalla tua finestra vedi il mare e vedi pure i monti
Per imparare lo spagnolo basta prendere un autobus (per il corso avanzato prendere quelli diretti a Sampierdarena)
Anche le ragazze più fini quando parlano sembrano scaricatori di porto
Sai che al mare non puoi fare più di tre passi nell’acqua… altrimenti sprofondi
– La sagra di fave e salame a Sant’Olcese è l’evento dell’anno
(mai stata, ma so che è una tradizione…)
Non sai esattamente cosa sia la neve
Le due parole “buio-pesto” non ti fanno pensare al buio
Il parcheggio libero è diventato una leggenda raccontata dai nonni
vai in giro a vantarti “senza di ME, l’America non sarebbe mica stata scoperta!”
andare in giro in bicicletta ti sembra fantascienza
perché, belin, noi siamo la SUPERBA!!
Metà della gente che conosci si chiama Parodi (l’altra metà si chiama Poggi)
– Se sei di Cornigliano, ti sembra perfettamente normale che le tue lenzuola stese fuori diventino grigie
(non sono di Cornigliano)
Pensi “belin che rumentaio che c’è qua” e nel frattempo butti roba per terra
Credi che l’olezzo del porto in una giornata d’agosto sia puro Chanel
Se sei uno studente, la frase che senti più spesso è “scusi scende alla prossima?”
Dici “NOI, e dico NOI, siamo stati la capitale europea della cultura” e poi dimostri la tua totale ignoranza in materia
Dici “NOI, e dico NOI, siamo partiti da Quarto e abbiam fatto l’Italia!”
Dici “se non fosse stato per ME, i jeans ve li sareste sognati!!!!!”
La sola parola “Milano” ti fa digrignare i denti
Per te Pra e Prè non sono affatto simili
Sei cresciuto credendo che tutte le spiagge fossero di sassi
Per te, il pandolce è una realtà
Sai cosa siano gli albarini
– Ti alleni nel salto agli ostacoli per oltrepassare facilmente i mendicanti per strada
(ci sono situazioni peggiori…)
– Almeno una volta hai spiaccicato un piccione per strada
(non guido)
Il Matitone ti sembra un edificio futuristico
La prima lingua della tua città è lo spagnolo, seguito da arabo, cinese, rumeno, portoghese, africano, genovese e italiano
Per te i cavolini non sono un tipo di verdura
– Per te le pesche non sono frutta
(E che sono? Mi mancano…)
Sai orientarti nei vicoli e disprezzi chi non sa farlo
La Lanterna è la tua luce-guida
Detesti le barzellette sui genovesi (perché ti ci riconosci)
Hai avuto almeno una volta il bisogno impellente di tirare un calcio a un piccione di passaggio
Non capisci a che diavolo servano gli affari che girano davanti al bigo al Porto Antico, ma comunque ti piacciono lo stesso
– Renzo Piano appartiene a NOI!!! tiè!
(non mi sembra che dovremmo vantarcene…)
Pensi che imparare le lingue sia inutile, tanto basta un po’ di
“genovese” e ti capisci con tutti!!! (soprattutto in Portogallo e
Brasile, nonché in Corsica)

Sai cosa vogliano dire “rumenta” e “ravatto”
Al cinema ci vai il mercoledì perché costa meno
– Hai conosciuto i Cavalli Marci
(no, mai incontrati)
Sai chi era Maria la Zozza (pace all’anima sua…)
Il venerdì e il sabato sera vai nei caruggi

Pronunci bene la parola “Frisceu”, sai cosa siano e ne conosci l’origine
(qual è l’origine del termine?)
“Sciuscià e sciurbì no se peu”
Ti offendi un po’ se ti dicono che sei abelinato

Pensi “ah no, io non potrei mai vivere lontano dal mare”!
Prima di comprarti qualcosa giri tutti i negozi della città che lo vendono solo per comprarlo al prezzo minore
– … e poi vai a prenderlo all’Outlet di Serravalle… quando ci son i saldi
(all’Outlet proprio no…)
Ti stan sulle balle Savoonesi e Spezzzini

Ci tengo ad evidenziare la mia Zeneizità, nonostante la mia emigrazione al polo (leggi: Torino).

Questo è lo sport, questo il tifo

11/06/2007
A.
Serie A.
Il Genoa ce l’ha fatta.

E anche il Napoli, in una partita che, con la sconfitta del Piacenza non è stata infine che una festa, festa continuata in piazza e tutt’ora in corso. Ma la cosa bella di questa vittoria e di questa festa è l’allegria, la serenità, dimostrata e manifestata dai tifosi; e ancora più mi è piaciuto che a questa gioia abbiano partecipato e i Genoani e i Napoletani, uniti in un gemellaggio da oggi ancor più forte di quanto già non fosse. De Ferrari ammantata da bandiere rosse e blu e da qualcuna bianca e azzurra, straripante di persone, giovani, vecchie tutte insieme; sorridenti, festanti, urlanti, molte, bagnati di quell’acqua putrida che c’è nella fontana; tutte lì per festeggiare due promozioni meritate, sofferte e infine guadagnate giustamente. In barba al calcio delle mazzette e degli arbitri comprati, mostrando che il tifo non è solo spranghe, botte e antagonismo violento, perchè questo è il calcio e questo è il tifo che piace, che diverte: quello giocato sinceramente e con serenità, che considera il calcio un gioco e il tifo una manifestazione di affetto e di partecipazione emotiva.

ps Un salutone a Pede, Albi e agli altri compagni di festeggiamento…

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