Posted tagged ‘France’

Oggi va bene.

02/01/2015

Questo blog viene ormai aggiornato a cadenza quasi annuale e per le ragioni più disparate. Non fa niente, è così.

Oggi parliamo di me. Non sarà un bilancio, il nuovo anno è appena iniziato, ma non frega niente a nessuno; semplicemente, da molto tempo vorrei scrivere qui sopra perché mi ritengo fortunata.

Va tutto bene. Sto bene. Mi sento bene. Sono felice. O qualcosa di simile.

(altro…)

In the mood

17/08/2013

Viaggiare è solitudine,

Attesa di ritorno.
Viaggiare è ritornare,
Ripartire.
Conoscere, lasciare, trovare.
A volte ritrovare,
Spesso perdere.
Ogni volta, automaticamente,
Per poco.

Dimenticare e ricordare,
Perdere e trovare.
Aspettare, cercare,
Fare. Intanto fare.
Cambiare, ancora, cercare.

going-away

Ristorante

19/06/2013

Un uomo invita una donna al ristorante.

Arrivano, si siedono di fronte alla cucina.

Camerieri passano con piatti fumanti.

Lui dice “Io non prendo niente.

E nemmeno tu. Non voglio che mangiamo.”.

 

Restano così fino alla chiusura.

Poi lui la riaccompagna a casa. Dice.

“È stata una splendida giornata, spero che tu ti sia divertita.”.

Casinò

19/06/2013

 

Se questo è un gioco d’azzardo, di certo è un gioco d’azzardo per ricchi.

Per vincere, la puntata non è libera, ma molto alta, diciamo che è di 100.

 

Per fortuna in questo gioco si punta a due, per cui si dividono le spese.

Ma per arrivare a 100, ognuno deve mettere la sua parte.

Uno non può mettere 99 e l’altro 1, bisogna che le parti siano eque : 50 e 50.

Ogni tanto, secondo le situazione, ci si può venire incontro : 40 e 60, 70 e 30.

Ma bisogna mantenere l’equilibrio. E continuare a giocare insieme.

Solo così si può sperare di vincere.

 

 

Up to date

19/04/2011

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Sì, sto latitando, c’ho i miei motivi.

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  • Sto studiando come non facevo da… dalla maturità, sì, mi sa che siamo quasi a quei livelli. E ho l’impressione di dover fare di più. Ne conseguono nervosismo e stanchezza generici.
  • A breve me ne vo una settimanella in terra tedesca, con tappe in France e Suisse. Saluti al popolo, non manderò cartoline perché non me ne ricorderò.
    In effetti questo contrasta un po’ col punto di cui sopra, ma ormai è tutto organizzato e poi mi porterò da studiare.

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Peux tu simplement écouter?

02/12/2007

from here 

Quand je te demande de m’écouter et que tu commences à me donner des conseils, tu n’as pas fait ce que je te demandais.
Quand je te demande de m’écouter et que tu commences à me dire pourquoi je ne devrais pas ressentir cela, tu bafoues mes sentiments.
Quand je te demande de m’écouter et que tu sens que tu dois faire quelque chose pour résoudre mon problème, tu m’as fait défaut, aussi étrange que cela puisse paraître.
Ecoute, tout ce que je te demande, c’est que tu m’écoutes; non que tu parles ou que tu fasses quelque chose: je te demande uniquement de m’écouter.
Les conseils sont bon marché: pour six francs, j’aurai dans le même journal le courrier du cœur et mon horoscope.
Je veux agir par moi-même: je ne suis pas impuissant, peut-être un peu découragé ou hésitant, mais non impotent.
Quand tu fais quelque chose pour moi, que je peux et ai besoin de faire moi-même, tu contribues à ma peur, tu accentues mon inadéquation.
Mais quand tu acceptes comme un simple fait que je ressens ce que je ressens (peu importe la rationalité) je peux arrêter de te convaincre, et je peux essayer de commencer à comprendre ce qu’il y a derrière ces sentiments irrationnels.
Lorsque c’est clair, les réponses deviennent évidentes et je n’ai pas besoin de conseils.
Les sentiments irrationnels deviennent intelligibles quand nous comprenons ce qu’il y a derrière.

Alors, s’il te plaît, écoute et entends-moi.
Et si tu veux parler, attends juste un instant et je t’écouterai.

Auteur anonyme indien


TRAD:
Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu cominci a darmi consigli, non fai ciò che ti ho chiesto.
Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu inizi a dirmi perché non dovrei sentirmi in quel modo, calpesti i miei sentimenti
Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu senti che devi fare qualcosa per risolvere il mio problema, tu mi inganni, per quanto strano possa sembrare.
Ascoltami, tutto quello che ti chiedo è di ascoltarmi; non di dire o di fare qualche cosa: solamente di ascoltarmi.
I consigli sono convenienti: con sei franchi potrei avere sullo stesso giornale la posta del cuore e il mio oroscopo.
Voglio agire da solo: non sono impotente, posso essere un po’scoraggiato o titubante, ma non impotente.
Quando tu fai qualcosa per me che io posso e ho bisogno di fare da solo, tu contribuisci alla mia paura, accentui la mia debolezza.
Ma quando accetti come un semplice fatto che sento ciò che sento (poco importa la razionalità), posso smettere di convincerti e posso cominciare a provare a capire cosa c’è dietro a questi sentimenti irrazionali.
Quando poi tutto è chiaro, le risposte diventano ovvie e non ho bisogno di consigli.
I sentimenti irrazionali diventano comprensibili quando capiamo ciò che c’è dietro.

E allora, per favore, ascoltami e stammi a sentire.
E se vuoi parlare, aspetta un istante ed io ti ascolterò.

 


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