Posted tagged ‘ATTUALITÀ’

Sono allibita

17/05/2011

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Una mattina come tante: oggi. In un aula come tante di una delle tante Università italiane. Con un professore ed i suoi assistenti, come tanti.

Arrivo in aula, sta per cominciare l’esame: mentre gli studenti arrivano, professore ed assistenti chiacchierano.

Mi siedo in prima fila, sono sempre stata un po’ impicciona e comunque non posso evitare di ascoltare: la cattedra a cui sono professore ed assistenti è ad un paio di metri da me; il loro livello di voce non è particolarmente basso.

(altro…)

Gli utenti diventano pubblicità, su FB!

19/03/2011

 

 

On Friday, Facebook will start using your photos in ads that will appear on the profile page of your contacts. It’s legal and is mentioned in the fine print when you create your account. To stop this do the following: Go to Account, Account Settings, then click on Facebook Ads ( tab) choose “No one” on the drop-down menu and save changes, both at the top and bottom of the page.

 

Fico, eh?       0_0

 

L’alternativa esiste: *diaspora

(registrazione qui)

 


Lampedusa, l’ultima spiaggia di una nazione

13/03/2011


– Si è bagnato, eh? Ne ha presa acqua! -. L’automobilista in sosta che, dopo avermi osservato immobile per mezz’ora, mi rivolge la parola è un vecchio signore. Da lontano, mentre un’onda anomala m’inzuppava jeans e scarpe, lo pensavo guardia costiera, o tossico in cerca di solitudine. Quell’uomo mi ha visto filmare il mare di Lampedusa in tempesta, quindi passare sotto la porta costruita a ricordare immigrati che per colpa di un mare così non ce l’hanno fatta. Siamo io, il vecchio e il mare nello spazio di chilometri: annusarci è integrazione fisiologica. – E lei che fa qui? – domando. – Guardo il mare -, risponde, – sono pescatore, ma co ‘sto mare non si esce -. Per pescare o scappare, con questo mare non si esce e non si arriva.

– Stamattina ho trovato finestrini abbassati, il sedile bagnato. Qualcuno di questi ragazzi è entrato in macchina e ha dormito qui -. I ragazzi di cui parla Salvatore sono quasi duemila tunisini che, da giorni, camminano per il paese aspettando che un volo li porti ovunque fuorché in Tunisia. Mi preparo all’invettiva di un signore italiano ostile all’extracomunitario profanatore di proprietà altrui. Ma invece dell’astio mi sbarca in faccia un sorriso di pescatore in pensione, che mi riporta in paese mentre Padre Pio dal cruscotto ne beneduce il racconto. Che è di quotidianità, senza emergenza che non sia quella di tutti i giorni.

– Lampedusa è bellissima, la devi vedere d’estate col mare calmo, è come le Maldive, noialtri viviamo di pesca ma non conviene più, il pesce costa poco, la barca mia per pescare 24 ore ci vuole 400 euro di nafta, ci ho pure portato Fini, fatto le foto e chiesto di mettere un faro a Punta Sottile che là non si vede e le barche vanno a fondo, e lui ci ha detto sì lo metto, poi è andato al potere e stu faro che ci vuole 100 euro non l’ha fatto, ma che parola c’hanno? Io l’ho votato Berlusconi, ma invece di governare è impegnato co ‘ste porcherie che fa lui, pensa solo a scopare, ora ha paura, che lo scopano a lui, e non so più chi votare, sono indeciso, e ‘sti tunisini camminano, camminano, ma che devono fare? Noialtri siamo abituati a mattere panni stesi fuori, e ogni tanto mancano pantaloni, ma sta gente se si bagna si deve cambiare, qualcosa la devono mettere, giusto? -. Il flusso di coscienza di un elettore di destra in pensione incontrato sull’ultimo scoglio d’Europa m’avvolge, sgrulla e rimette al mondo come il migliore dei centri d’accoglienza. Mi sento meglio, disponibile, ottimista, italiano, qualsiasi cosa significhi. Merito di Salvatore, che l’unita d’Italia lo fa tutti i giorni. Mentre guarda il mare.


da Il segno di Zoro di Diego Bianchi su Il Venerdì di Repubblica

(Venerdì 4 Marzo 2011)


Qui il blog personale del giornalista e a seguire il simpatico video/servizio relativo all’articolo.



Ridiamoci su…

01/02/2011

 

Due perle da YouTube…

Le Summer Nights di Grease e Bocca di rosa riattualizzate per il Presidente…

 

 

 

Diaspora – inviti per un social network with privacy

27/01/2011

La maggioranza di quelli che usano FB lo fanno perchè è molto usato, ma nessuno (credo) è soddisfatto della questione privacy e sicurezza (giusto un paio di giorni fa è stata bucata la pagina di Zuckerberg!) e non penso che molti siano contenti del fatto che i profili dei vari utenti vengano venduti al miglior offerente a pacchetti di qualche centinaio/migliaio.

Ma ormai ai social network ci si è abituati,…

Per questo oggi vi parlo di Diaspora, un social network le cui parole d’ordine sono Scelta, Possesso, Semplicità, alias “Condividi ciò che vuoi con chi vuoi“, in termini semplici: le foto che carichi sono e restano tue e se vuoi cancellare l’account, puoi scaricare tutti i tuoi dati sul pc e non lasciare alcuna traccia del tuo passato online.

Diaspora, che tra l’altro è un progetto opensource, è nato da qualche mese e al momento è in fase α (che, manco a dirlo, è quella ancora prima della β) quindi per ora non ci sono molte funzionalità, comunque il primo impatto è buono, anche la grafica è piacevole.

La differenza che più salta all’occhio, rispetto a Facebook è che i contatti non sono tutti insieme ma divisi in “aspetti” ovvero categorie, gruppi, ed è possibile condividere con un aspetto e non con l’altro, oppure con tutti.

Inoltre, poiché comunque FB e Twitter sono al momento i social network più usati, è prevista un’integrazione con i suddetti: ogni post pubblicato su Diaspora rimbalzerà sul vostro account FB o Twitter.

Potete iscrivervi liberaremente su uno dei tanti POD disponibili; iscriversi ad uno o all’altro non cambierà nulla nella vostra esperienza sul social network. Il più utilizzato ad accesso libero è diasp.org, un altro seme interessante è http://diaspora.eigenlab.org/ gestito dall’università di Pisa.

La scuola cambia

11/01/2011

 

La scuola cambia. I ragazzi non saranno più divisi per età, ma per peso. Ci sarà la prima mosca, la seconda welter, la terza gallo. Competitività. La licenza sarà media o mediomassima. Le materie tradizionali verranno sostituite dalle materie prime, e i ragazzi potranno così estrarre carbone, zinco, borace, e aiutare l’economia nazionale. Gli insegnanti verranno portati da uno stipendio da fame a uno di robusto appetito. Il profitto, quello ai privatisti. Ai ragazzi che ricordano più cose verrà data una medaglia alla memoria, ai meno svegli suggerito un indirizzo diverso dove, suonando il campanello, gli danno anche un pezzo di pane. La scuola sarà autonoma anche come bilanci: se in passivo, potrà rivendere i ragazzi ai genitori o metterli in mobilità. L’elmo di Scipio sarà però distribuito solo a chi ha un motorino.


da Sottovuoto di Massimo Bucchi su Il Venerdì di Repubblica (Venerdì 31 Dicembre 2010)

Il sonno della ragione genera mostri

08/12/2010

Scuola in piazza per protesta – Dante sulla scalinata del Ducale

Gli studenti del liceo classico in autogestione hanno seguito una lezione del professore di Italiano seduti sugli scalini in piazza Matteotti. Ai loro piedi gli striscioni: “Un paese che non investe sulla cultura è destinato alla decadenza”. Flash mob a San Vincenzo. Striscioni degli universitari dal Ponte monumentale

di MICHELA BOMPANI

 

Lezioni in piazza Matteotti per gli studenti del liceo Colombo. E un altro simbolo di Genova conquistato dall’Onda, il Ponte Monumentale.

Nonostante la giornata di festa, un centinaio allievi del liceo classico, in autogestione da lunedì contro il ddl Gelmini, si sono ritrovati sulla scalinata di Palazzo Ducale per ascoltare una lezione dedicata all’Inferno dantesco del loro professore, Andrea Bianchi.

Nel frattempo, gli universitari delle facoltà di Scienze della Formazione e Scienze hanno srotolato due striscioni dal Ponte Monumentale, “Giù le mani dalla cultura” e “Non (s)vendiamo l’università”. Circondati, dalla sopresa e da molti gesti di solidarietà dei passanti, che hanno affollato via Venti Settembre per lo shopping pre-natalizio.

 

Dietro lo striscione “Il sonno della ragione genera mostri”, completamente vestiti di nero, hanno srotolato lo striscione “Il sonno della ragione genera mostri” e hanno sfilato, stringendo il proprio libro preferito, in silenzio per via XX Settembre, fino a via San Vincenzo, dove si sono seduti a terra, bloccando il flusso di persone che passeggiava, a leggere ciascuno un libro. Sempre in silenzio.

 

 

Qualche momento di tensione, tra la folla che premeva per passare comunque nonostante il sit in, ma anche molti applausi hanno circondato la “performance” dei ragazzi del Colombo. Il corteo è poi ripreso, in silenzio, fino a via Fiume, poi ancora via Venti Settembre fino a piazza De Ferrari, senza mai invadere la sede stradale e senza bloccare il traffico.

 

Grazie Bianchi!


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