Servizio Volontario Europeo: istruzioni per l’uso

Nemmeno sta volta sono morta davvero. Ma, come ogni volta che parto, sono solo sparita per un po’, presa da mille mila cose (leggi lavoro, tesi, nuova vita, organizzazine dell’anno prossimo etc).

Finalmente trovo un po’ di tempo per aggiornarvi e per spiegarvi un po’ dove sono e a che tipo di programma sto partecipando.

Dunque, rapide, sono a Liegi (Luik, Liège), BE; alloggio in uno studio, piccolino, ma molto comodo per andare in Centro (anzi è praticamente in Centro).

Sono qui da 7 mesi e ce ne passerò ancora uno abbondante. Che ci faccio? Servizio Volontario Europeo, European Volountary Service, SVE o EVS, vedete voi quale lingua e quale sigla vi aggrada di più. Più specificamente, per quel che mi riguarda, lavoro alla Croce Rossa del Belgio (comunità francofona).

Ma cos’è lo SVE? Una sorta di Erasmus del volontariato, una specie di Servizio Civile all’estero (ma organizzato meglio e più flessibile)… Della serie, ho tra i 18 e i 30 anni e voglio partire da qualche parte in Europa, ma ho già fatto l’Erasmus (o non lo posso fare, perchè non faccio l’Università o altro)…

Ecco, allora avete trovato il programma che fa per voi.

E’ un programma dell’Unione Europea (come l’Erasmus) che ha l’obiettivo di far fare esperienze di volontariato a giovani tra i 18 e i 30 anni (anche se in generale funziona meglio con chi ha fino a 25 anni). E’ volontariato, quindi non è pagato, ma tutte le spese sono rimborsate , ovvero l’alloggio è pagato, viene rimborsato un viaggio a/r dal proprio Paese di origine e tutti i trasporti in loco (normalmente viene pagato l’abbonamento al bus o, se si va ad abitare in una cittadina o un paesino piccolo, a volte è fornita una bici, sono rimborsati eventuali viaggi connessi al lavoro che si fa lì), si ricevono mensilmente un tot di soldi, variabili da Paese a Pese secondo il costo della vita in loco, destinati a coprire le spese per mangiare (a volte il pranzo è fornito sul posto di lavoro, eg mensa) e un po’ di soldi per le spese personali. A titolo esemplificativo, io, in Belgio, per cibo e spese personali, ricevo in totale 300 euro al mese. Inoltre in loco è fornito un corso di lingua gratuito (o comunque pagato dall’associazione).

Che si fa? Dipende dal programma. Ci sono programmi letteralmente di ogni tipo e in ogni ambito: assistenza a handicappati, bambini, ma anche lavori in fattorie guardie forestali, elaborazione audio visuale, tenere corsi nelle scuole. Addirittura si puo partecipare all’organizzazione di festival artistici: festival di arte di strada, festival delle mongolfiere etc. C’è veramente qualsiasi cosa.

Come si fa a partire? L’unico vero impegno è trovare un progetto che faccia al caso vostro (e che vi voglia). Non ci sono requisiti particolari nella stra gran parte dei casi (alcuni progetti restringono il range di età a 18-25 come era fino a qualche anno fa), quello che conta è la motivazione, in alcuni progetti è segnato che una precedente conoscenza della lingua è preferibile, ma in ogni caso non indispensabile.

Il problema risiede nella banca dati che, a mio modestissimo parere, è fatta male: è confusa, poco aggiornata e mal navigabile. Fondamentalmente, nelle schede dei vari progetti mancano informazioni fondamentali quali la durata del progetto (tranne qualche eccezione), la sua disponibilità (già occupato, libero), la sua esistenza (a volte si trovano progetti che non sono più attivi).

L’unica che cosa che si può fare è contattare un sacco di progetti interessanti e vedere chi e cosa risponde; personalmente, ho mandato una decina di email, poi, non ricevendo alcuna risposta, ho preso il telefono e ho cominciato a telefonare, almeno ero sicura di ricevere una risposta.

Ma cominciamo dall’inizio: avete deciso di partire col SVE, cosa dovete sapere?

  • Nello SVE ci sono tre (o quattro) soggetti che entrano in contatto:
  1. Il giovane aspirante volontario (tu)
  2. La sending organisation (organizzazione di invio): un’organizzazione/associazione italiana che si occupa di inviare giovani a fare lo SVE. Dovete trovarne una che vi sia comoda qui in Italia, vi aiutera prima, durante e dopo lo SVE
  3. La host organisation (l’organizzazione ospite): un’organizzazione/associazione straniera che organizza il progetto che vi interessa; dovete trovare un progetto che vi interessi e contattare la rispettiva associazione, che si occuperà di voi nella vita di tutti i giorni una volta partiti.
  4. (La coordinating organisation): un’organizzazione/associazione di solito estera che è in contatto sia con la Host che con la Sending Organisation. Non c’è per tutti i progetti e non si puo scegliere, in poche parole, in fase di organizzazione non dovete preoccuparvene.
  • Per trovare Sending e Host Organisation la cosa più “semplice” è utilizzare questa banca dati, vedremo tra poco come.
  • C’è un calendario internazionale per cui per partire in una certa data bisogna aver per forza trovato una Host Organisation un tot di mesi prima, regolatevi. Per quest’anno il calendario è il seguente
Per partenze Scadenza
dal 1° maggio al 31 luglio
dal 1° agosto al 31 gennaio
dal 1° gennaio al 31 giugno
1° febbraio
1° maggio
1° ottobre

Ovvero: se volete partire tra il 1 maggio e il 31 luglio 2012, dovete aver trovato un progetto che vi interessi e che sia interessato a voi entro l’1 febbraio.

Ok, e quindi che devo fare dal punto di vista pratico?

  • Documentatevi e informatevi presso l’ente di volontariato, politiche giovanili più vicino (a Genova CELIVO e InformaGiovani)
  • Attivatevi con largo anticipo: almeno 5-6 mesi rispetto alla data in cui volete partire. E tenete conto del calendario di cui sopra (cambia di anno in anno).
  • Trovate una Sending Organisation (SO) che vi sia comoda in Italia e contattatela; dovrete probabilmente andarci a fare una sorta di colloquio in cui vi verrà spiegato in dettaglio lo SVE. Per trovare una SO vicina a casa, nella banca dati impostate
  1. Country: Paese da cui partite (Italy)
  2. Town: la città che vi è più comoda in Italia, dovrete andarci diverse volte per incontrare la Sending Organisation
  3. Type of Accreditation: Sending Organisation
  • Riflettete sul tipo di progetto a cui vi piacerebbe partecipare, se vi interessi un particolare Paese etc
  • Cercate nella banca dati una Host Organisation (HO):
  1. Se vi interessa un Paese in particolare, selezionatelo in Country
  2. Il campo Town potrebbe essere troppo restrittivo, consiglio di non usarlo
  3. Type of Accreditation: Host Organisation
  4. Theme: Impostate l’ambito in cui vi interesserebbe fare il vostro SVE
  5. Lasciate stare gli altri campi
  6. Lanciate la ricerca
  7. Leggetevi i progetti che vi interessano (probabilmente ve ne usciranno svariate decine)
  8. Selezionatene un po’, diciamo 10-20
  • Non dimenticate di chiedere alla SO se conoscono qualche HO che cerca volontari per progetti che potebbero interessarvi
  • Spedite via email il curriculum e soprattutto la lettera di motivazione (ovviamente tutto in inglese o nella lingua del Paese in cui si trova il progetto) ai progetti che avete selezionato. Personalizzate ogni lettera di motivazione se possibile.
  • Ricordatevi di menzionare nell’email, il codice del progetto che vi interessa, il codice della vostra SO e il periodo in cui vorreste partire.
  • Aspettate: le HO ricevono tantissime email, quindi non rispondono sempre; inoltre la banca dati è poco aggiornata (quindi magari il progetto non esiste più) e non dice se per quel progetto c’è ancora posto o no (quindi magari la HO che avete contattato ha già trovato un volontario per il periodo che vi interessa).
  • Se non ricevete risposta telefonate direttamente all’associazione del progetto (puo essere imbarazzante, ma permette di avere subito una risposta e dimostrate di essere davvero interessati)
  • Quando ricevete una risposta positiva mette in contatto la SO e la HO, si occuperanno loro della burocrazia. Dovete arrivare a questo punto entro la scadenza prevista dal calendario: per partire tra il 1 maggio e il 31 luglio 2012, dovete aver messo in contatto la SO e la HO entro il 1 febbraio 2012.
  • Aspettate più o meno tre mesi, necessari alla burocrazia, come previsto dal calendario
  • Partite!
  • (Restate in contatto con la SO e non esitate a rivolgervi a loro per qualsiasi problema)
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7 commenti su “Servizio Volontario Europeo: istruzioni per l’uso”

  1. Core Says:

    Ciao! grazie mille trovo sempre incoraggianti questi blog! HO fatto domanda per uno SVE in Brasile..ma è normale ricevere solo 65 euro al mese? Ho già vissuto in Brasile ed è proprio una cifra misera! Comunque volevo cheiderti delle delucidazioni: Sve e Servizio Civile Internazionale sono due cose diverse giusto? Lo sve è come l’erasmus? cioè una qualvolta lo fai poi non puoi più ripeterlo? Perdonami il bombardamento di domande ma sono un po’ incerta e non so a chi chiedere consiglio! Grazie!

    • Morgenstern Says:

      Ciao! Scusa tanto il ritardo di questa risposta…

      Guarda non ho idea di quanto siano 65euro in Brasile, diciamo che i 300 che ricevevo in Belgio, considerato che l’alloggio e i trasporti di lavoro mi erano interamente pagati, erano giusti giusti per pagarsi cibo e un minimo di svaghi.
      Sei sicura si tratti di uno SVE? Come ho scritto nel post, gli SVE fuori europa sono molto rari…

      Comunque sì, SVE e Servizio Civile Internazionale sono du cose: il primo è proprio come un Erasmus, gestito e finanziato dall’unione europea; il servizio civile internazionale invece se non sbaglio è gestito a livello nazionale (ma sono meno informata a riguardo).
      Per il resto, sì, lo SVE è una volta nella vita, anche in questo caso, come l’Erasmus.

      Guarda, se hai altre domande, chiedi pure, magari ti so rispondere… Altrimenti chiedi ad una associazione di volontariato che se ne occupa dalle tue parti (nel post c’è scritto come trovarla), o al limite a qualche servizio comunale d’informazione per i giovani.

  2. move Says:

    Complimenti, questo post ha davvero stimolato il mio interesse.

  3. Anonimo Says:

    Ciao, interessante questo post, io sto attualmente cercando una host organisation che mi accetti, e se riesco a vincere l’imbarazzo farò una chiamata come hai suggerito😀

    Ma perchè dici che lo SVE funziona meglio per gli under 26? Io ho 29 anni, mi devo preoccupare?😦

    • Morgenstern Says:

      Ciao!

      Sono contenta che il post ti sia piaciuto!

      Guarda, la soluzione della chiamata mi è venuta in mente nel momento in cui, dopo aver inviato una quindicina di email (ognuna personalizzata), non ho ricevuto uno straccio di risposta e nemmeno una conferma di ricezione. Inoltre mi restava più poco tempo prima della scadenza e avevo fretta di partire.

      La chiamata ha il pregio di
      1) far capire che sei veramente interessato: ormai è molto più facile mandare un’email che chiamare
      2) farti notare: come conseguenza dell’1), ormai si ricevono molte più email che telefonate, specialmente in questo tipo di contatti
      3) farti avere una risposta subito, anche se magari non definitiva: se per un qualsiasi motivo rifiutano la tua candidatura te lo diranno subito, se la accettano magari anche o magari ti diranno “le faremo sapere”, ma almeno si sono impegnati a ricontattarti.

      Riguardo all’età, più che altro è una cosa che ho sentito dire e credo che dipenda soprattutto dalle tue esperienze precedenti e dalle tue aspettative.
      Considera che con lo SVE non vai a lavorare, ha un fine principalmente formativo e per la maggior parte avrai semplicemente un ruolo di supporto più che di attiva iniziativa; anche se ovviamente dipende dal progetto e dal contesto.
      Inoltre, soprattutto all’inizio, c’è un vero e proprio periodo più che altro ci si ambienta, si prende confidenza con le persone e il contesto e si impara quello che si deve fare, ma in sostanza, si fa poco.

      Fondamentalmente quello che è sentito dire è che a volte persone che hanno già avuto importanti esperienze lavorative (spesso >25 anni) non sono soddisfatte perché sentono di fare poco, si sentono poco utili e a volte si annoiano; questo capita meno ai volontari che sono più in un ottica di “formazione” e spesso sono più giovani.

      I progetti sono molto diversi tra di loro, quindi non si può fare un discorso generale.
      In ogni caso anche se a volte ci si sente un po’ sottoutilizzati penso che sia solo un’occasione per focalizzarsi su altro che il lavoro: la cultura, la lingua, i luoghi. Alla fine il bello dello SVE, oltre alla possibilità di imparare qualcosa di nuovo nella nostra host organization, è quello di essere all’estero, in un contesto diverso dal nostro.

      Spero di avere risposto alle tue domande, eventualmente chiedi!🙂

      • Anonimo Says:

        Ah sì capisco benissimo, ma in effetti io ho proprio bisogno di stare all’estero per un po’, e di imparare per bene una lingua in più, quindi penso che alla fine se la mansione non sarà proprio il massim basta organizzarsi e fare anche altre cose.
        Grazie tante e buona fortuna🙂


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