Diaspora* – Costruire un social network libero

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La situazione su Facebook si fa sempre più inquietante: Zuckerberg che colleziona fatti altrui anche se si è disconnessi (fonte 1, fonte 2), gente appena conosciuta che può informarsi di cosa ti passava per la testa e cosa ti capitava anche 5, 6, 10 anni fa (dalla tua nascita facebookiana) (fonte) e cookies che tracciano le tua azioni anche quando vai in bagno (va bene, ora esagero, forse).

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Intanto l’alternativa c’è e, come il vino, migliora col tempo.

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Ho già parlato di Diaspora almeno un paio di volte, prima per descriverne il progetto e i primi passi, poi per descriverne a grandi linee l’architettura e la tutela della privacy, in tutti i suoi sensi.

Oggi vorrei concentrarmi sui suoi sviluppi e soprattutto su un altro aspetto focale di questo social network, la comunità. La partecipazione, la possibilità di dire la propria opinione e fare la propria parte nel svilupparlo: dal decidere quali nuove funzionalità inserire, alle linee di codice da scrivere, alla diffusione.

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Diaspora, la Wikipedia dei Social Network

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Diaspora è una fondazione, nessuno scopo di lucro, nessuna pubblicità, un social network realizzato da e per gli utenti.

Mi è capitato più volte di parlare di Internet, dei monopoli che vi spopolano, dell’imperversare della pubblicità; e spesso alla fine ci si chiede “Sì, ma quali sono le alternative? Non esiste web senza monopoli, web senza pubblicità”. E finora l’esempio più evidente per controbattere a questa affermazione è sempre stato “Wikipedia”: un sito tra i più conosciuti e tra i più utili, realizzato e mantenuto senza nessuno che ci guadagni su e senza pubblicità.

Diaspora è la Wikipedia dei Social Network, un altro outsider del web.

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Costruire Diaspora

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A Wikipedia, che come si sa è realizzata dagli utenti, si contribuisce aggiungendo pagine di enciclopedia.

E su Diaspora??

Ovviamente alla base del funzionamento del sito c’è il codice sorgente, da migliorare e arricchire.

Gli sviluppatori ufficiali sono attualmente sette (Raphael più, Raphael meno): i quattro che hanno cominciato e altri tre che si sono uniti a loro. Ma ad aggiungere linee di codice e funzionalità c’è molta più gente, utenti, più o meno affezionati, che fanno ognuno quello che sa e che ha voglia di fare.

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“Ma io non so programmare, non so nemmeno da dove cominciare.”

Lo dico io, lo dicono un sacco di utenti, lo diranno tanti di voi.

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Ovviamente per fare un social network non basta scrivere linee di codice: bisogna avere delle idee, ragionarci su, chiedersi come si vuole che funzioni il social network, proporre, parlare; le opzioni, le funzionalità, l’aspetto grafico, icone, colori, ergonomia…

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“Mettiamo il reshare” “Va bene, ma come?” “Quando si deve poter usare?””Come deve essere visualizzato?””Che problemi può portare?””Perfetto, ora scriviamo il codice””C’è un bug””Figo, funziona!!” “Comunichiamo che c’è il reshare e come funziona” etc

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E così su Diaspora c’è chi programma, chi ragiona sulle nuove funzionalità, chi cerca di ipotizzarne l’aspetto grafico, chi si diverte a fare immagini, sfondi, banner a tema, chi fornisce parti di server attraverso i pod, chi aiuta i nuovi utenti, chi segnala i bug, chi li risolve, chi si occupa dei tutorial, chi del blog etc (qui una lista non completa dei modi in cui si può fare la propria parte).

E poi c’è chi semplicemente fa l’utente e condivide contenuti, link e immagini coi suoi amici: nessuno è obbligato a partecipare allo sviluppo ovviamente, così come molti utenti di Wikipedia non ci hanno mai scritto nulla.

In tutto questo, gli utenti aumentano (i numeri di FB sono ancora lontanissimi, ma la crescita c’è) e l’entusiasmo e la partecipazione anche.

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POD e inviti

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Giunta alla fine sento di dover chiarire un paio di cose che in giro per la rete paiono decisamente confuse.

Online si trovano tantissime persone alla spasmodica ricerca di un invito per Diaspora, ma l’invito NON SERVE.

E’ necessario l’invito (almeno fino al rilascio della beta) solo per iscriversi sul pod principale, ma ci sono molti altri pod in cui ci si può iscrivere liberamente.

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Se vi state chiedendo cosa sia un pod forse dovreste dare un’occhiata a questo mio post (nella parte in cui si parla della decentralizzazione); in ogni caso, riassumo qui il concetto.

In pratica non c’è un solo server di diaspora: il più grosso è quello gestito dagli sviluppatori (è quello per cui servono gli inviti), ma molti altri sono gestiti da utenti o gruppi di utenti (se volete sapere perchè esistono i pod fate riferimento al post segnalato più sopra).

Il timore che hanno molti nuovi utenti è che sia meglio iscriversi sul pod più grande perchè ci sono più utenti. Sbagliato: tutti i pod sono collegati tra loro, iscriversi su uno o sull’altro non cambia nulla nell’uso quotidiano. Per dirla con una brillante similitudine usata da un mio contatto su Diaspora, i vari pod sono come i vari email provider(alice, gmail, libero etc): non importa se hai alice o gmail, potrai sempre comunicare senza problemi con tutti gli indirizzi email del mondo.

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Quindi per iscrivervi, tutto quello che dovete fare è andare sul nuovo sito di Diaspora e cliccare su Sign up. Verrete reindirizzati alla lista di POD ad accesso libero: sceglietene uno (personalmente vi consiglio https://diasp.org) e registratevi!!

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Qualcosa non è chiaro? Chiedete e proverò a spiegarmi meglio!🙂

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10 commenti su “Diaspora* – Costruire un social network libero”


  1. Brava ottimo post!


  2. […] che sono comunque in rete con quello principale se vi interessa iscrivervi vi basterà leggere Costruire un socialnetwork libero.Tempo fa mi sono arrivati altri 10 inviti sul mio account (ora sono diventati e se qualcuno di voi […]


  3. […] che sono comunque in rete con quello principale se vi interessa iscrivervi vi basterà leggere Costruire un socialnetwork libero.Storia di un ideaL’idea di diaspora nasce nel febbraio 2010 quando alcuni studenti (Dan […]

  4. evilripper Says:

    Questa è una bella notizia se nascono altri pod indipendenti diaspora si potrà diffondere più facilmente… ho segnalato questo tuo post in due miei articoli che parlano di diaspora.
    ciao

    • Morgenstern Says:

      Grazie!! Penso che quella dei pod sia un’informazione importante da diffondere, perché tanti magari non si iscrivono perché non sanno come trovare l’invito…🙂


  5. […] Diaspora* – Costruire un social network libero Share this:TwitterFacebookEmailLinkedInDiggRedditdiasporaLike this:LikeBe the first to like this post. […]


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  7. diasp0ra.ca è down e diaspora.ca risponde tutt’altro.
    Però è figo Diaspora, anche io ho un’account (mi pare di avertici commentato un post o qualcosa del genere, ho raggiunto il tuo blog da lì).

    • Morgenstern Says:

      Guarda, hai ragione, pistos ha chiuso diasp0ra.ca, quindi dovrei cambiare il link, lo farò, grazie per avermelo fatto notare… Onestamente non mi ricordo di averti già incrociato, ma nel dubbio ti ho aggiunto…


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