Viaggiando (ovvero quando in pullman non sai più cosa fare)

Dopo quasi una settimana dal mio ritorno trovo il tempo di trascrivere i miei deliri partoriti in viaggio…

Finlandia= foreste di abeti e laghi, decine, centinaia di laghi. Dopo un’ora e mezza di viaggio ho capito cos’è la Finlandia: una lunga, dritta strada (nemmeno autostrada) semideserta immersa in una foresta di abeti, ogni chilometro un lago, di tanto in tanto un prato.

Dopo un’ira circa…

Ma i Finlandesi esistono? O sono solo la solita invenzione romantica? Dove sono? Dove vivono? Lungo tutto il tragitto le costruzioni sul ciglio della strada si contano sulle dita.. Mi ci metto d’impegno, ci ragiono, ci studio.

Ogni tanto dall’infinita striscia grigia su cui corre (corre? Diciamo “arranca”) il pullman nascono piccole e strette stradicciole, solo casualmente asfaltate, che si perdono nel bosco; e, a ben guardare, è proprio in fondo a queste piccole vie, immersi nei boschi, solo difficilmente individuabili, che vivono i Finlandesi; tra i molti abeti si scorgono gruppi di 4\5 case, difficilmente di più, in legno, piccole, colorate, quasi finte: le tane dei Finlandesi… sorprendente!

Dopo 150km il primo incrocio degno di questo nome: una strada di dimensioni discrete che perpendicolarmente incontra la nostra e, tagliando la foresta, raggiunge l’orizzonte.

La prima cosa che mi ha colpito scesa dall’aereo è stata la luce: non calda, ma chiara e luminosa, quasi abbagliante, bella.

E il tramonto non comincia, sono le 20:09 (1h avanti rispetto all’Italia) e se c’è ombra è solo perché siamo in mezzo alla foresta, niente tramonto.

Incontro con la civiltà

A un tratto, dopo un’infinita sequenza di foresta-lago-lago-foresta, dopo chilometri di edifici individuabili solo al di là del bosco, eccolo sul ciglio della strada, isolato, ma reale: un edificio moderno, a due piani (!) à motto di sorpresa

Dopo qualche minuto un semaforo, il primo; forse la civiltà non è lontana.

Ed ecco a breve Sejnajoki (o comunque si scriva), la cosa più vicina a una città finora incontrata qui.

Città… mah… strade gigantesche, dritte, quasi deserte, grandi marciapiedi, altrettanto deserti, un’alternanza senza continuità di palazzi, negozi (un immancabile H&M).

Può darsi che abbia ragione il professore, uno dei due che ci accompagna, secondo il quale i popoli barbari (non conquistati dai Romani) non hanno la concezione di “città”, ma solo di “villaggio” e così si trovano a disagio nelle situazioni urbane e, quando si trovano a creare città realizzano in pratica assembramenti di piccoli villaggi, nulla di comprensibile per noi.

Il sole è tramontato completamente solo intorno alle 22-22:30 e da lì in poi il freddo: di giorno, col sole, la temperatura arriva anche a 15°, di notte si gela.

I Finlandesi esistono, insomma diciamo che qualcuno è spuntato col sole. Biondi (se non lo sono si tingono) girano tutto il giorno col berretto da neve, molti hanno ciocche di colori improbabili, very true finnish glam style.

Abbiamo lasciato la città, direzione: altracittàimpronunciabileesoprattuttoimpossibiledascrivere

La strada pare un poco più trafficata, ogni tanto a lato dell’asfalto un segno di vita, foresta-foresta-foresta, per ora nessun lago; tra gli alberi si intravedono prati, più estesi di quelli visti ieri, anche le case sono un po’ più frequenti, spesso in mezzo ai prati, isolate o in piccoli assembramenti; ma niente campi coltivati, forse è ancora presto: qui la natura è indietro di almeno due mesi, ci sono giusto le gemme sugli alberi.

Autogrill – fumetto dei Lordi!!! … (ovviamente in Finlandese)

Incredibile, ma vero, abbiamo trovato un centro città degno di questo nome o quasi: una manciata di strade pedonali con qualche pub e un po’ di Finlandesi in giro.

A proposito di Finlandesi… Perché non ho ancora trovato un glamster degno di questo nome? Qualche ciocca colorata l’ho vista, va bene, ma un Willy made in Finland? Una Scandinava sorgivosa??! Nulla? Sigh al terzo giorno comincio a rattristarmi…

Giorni dopo…

Questione glamster – dunque… non è proprio pieno di metallari Sorgy-style, però devo ammettere che c’è molta gente coi capelli dai colori improbabili… e comunque qualche vero glamster l’ho visto.

Helsinki… Helsinki non è male: una città abbastanza estesa, sul mare, con grosse strade dritte, qualche bella chiesa, il Kiasma (museo d’arte contemporanea), edifici moderni, dozzine di negozi di strumenti musicali (ma che se ne fanno i Finlandesi di tutti ‘sti strumenti?); c’è un bel mercato del pesce (ma con anche souvenirs e le classichecoseinutilidabanchetto) in una piazza davanti al mare; poco distante un mercato coperto molto carino con numerose cibarie e specialità; poi tanti negozi, pubs, ristoranti, una vera città insomma.

Piccolo problema: i negozi sono aperti dalle 9:00 alle 18:00 (!) e io, causa impegni in quella precisa fascia oraria, non sono riuscita a fare visita a due interessanti negozi, uno tipo Rock&Trend, uno di dischi, poco distanti dal mio albergo.

Avete mai visto due vichinghi? Io li ho incontrati giusto ieri, per strada, con megascudo al seguito camminavano tranquilli sulle strisce pedonali… come non fotografarli?! Geniali!!

Ho trovato la maglietta dei Lordi! In un grande magazzino ce n’era una parete piena! Ma sigh erano solo misure da uomo e la xs era gigante… mannaggia ai panzoni Finlandesi! Se non trovo di meglio comunque è mia…

I Finlandesi sono pazzi, sono sconvolta.

Oggi c’è 1°C (sì Roby, eppure non ho freddo!), abbiamo visitato un complesso di edifici all’esterno dei quali era in corso una manifestazione tipo sportiva di universitari (oggi qui è una festa importante); erano divisi in squadre corrispondenti alle diverse facoltà e ogni squadra aveva una tute integrale tipo da sci di colore diverso, ma sempre brillante, particolare (viola, giallo, nero, rosso…). 1° (!). Dentro a uno di questi edifici ho visto due ragazze a un tavolo in prendisole! va bene che dentro c’era caldo, ma fuori? Ho pensato “Si metteranno la tuta sopra, si cambieranno.”. Poco dopo ho incrociato un ragazzo in felpa leggera e pantaloni corti e ho pensato che anch’egli si sarebbe cambiato prima di uscire, ma in un attimo ha raggiunto un portone, ha aperto ed è uscito fuori così à svengo

…E noi giravamo all’interno con piumino e sciarpa!

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